I pozzi sacri sono sistemazioni monumentali di fonti d’acqua perenni databili a partire da un
momento avanzato dell’età nuragica (1200-1000 a.C.), nelle quali veniva praticato il culto
dell’ acqua anche con la deposizione di offerte votive (vasi di terracotta, statuine, armi,
ornamenti e oggetti vari di bronzo, ecc.)
Nella quasi totalità dei casi ad oggi noti, i pozzi sacri fanno parte di più articolati complessi
santuariali con svariate altre strutture e ambienti o sono comunque molto vicini ad insediamenti
abitativi. In questo caso invece, come accade anche per il pozzo Milis della vicina Golfo
Aranci, il monumento è molto distante dai più vicini abitati nuragici ed è invece prossimo
al mare; inoltre entrambi sono gli unici casi riferibili con certezza a questa tipologia monumentale
dell’intera Gallura. Si può perciò ipotizzare che a questi due pozzi facessero riferimento svariate
comunità del territorio circostante, anche in relazione ai rapporti con mercanti d’oltremare,
nel cui ambito la sacralità del luogo era garanzia di pacifico scambio sotto la protezione
della divinità.
Il monumento è stato scavato nel 1938 e restaurato alla fine degli anni ’60; nello scavo
furono rinvenuti ex-voto di epoca nuragica, punica e romana, che testimoniano, come
per la maggior parte di questo tipo di monumenti, la lunga durata del culto.
Il monumento si articola in tre parti: una corte cerimoniale circolare, un vestibolo e il pozzo vero e proprio.
Attraverso quattro gradini si accede alla corte (A), del diametro di 8,30 m, delimitata da un muro dotato alla base di una sorta di sedili (B) destinati ai fedeli e/o alle offerte votive. Il pavimento lastricato della corte è attraversato da una canaletta per lo scolo dell’acqua in eccesso (D).
Ambiente di raccordo tra l’area cerimoniale della corte e la scala è il vestibolo (C), di forma trapezoidale, con banconi per le offerte su entrambi i lati e al centro il primo tratto della canaletta di scolo che prosegue nella corte.
Tramite una scala di 17 gradini, coperta da una serie di architravi digradanti, si accede al livello dell’acqua e quindi al pozzo vero e proprio, costituito da una camera circolare, nella quale si raccoglie l’acqua sorgiva, coperta a tholos (falsa volta) e al di sopra della quale vi era una seconda tholos della quale oggi resta solo la base. L’intero monumento ha una lunghezza di 17,17 m., mentre
la camera del pozzo è alta 6,81 m., ed è stato edificato
con blocchi di scisto e granito di origine locale.