Officine Puniche di Via Nanni

Post

Comments   |   Siti e Monumenti

L’area, situata all’interno e a ridosso delle mura di cinta, era utilizzata già in età punica sia come quartiere abitativo, sia per attività artigianali, e vi aveva sede un’officina ceramica che fabbricava anfore nella seconda metà del IV secolo a.C. In età romana, almeno fino al i secolo a.C., il luogo continuò a essere abitato e poi, forse per l’innalzarsi della falda freatica, fu abbandonato e in parte s’impaludò.

In epoca imperiale, tra Adriano o, più probabilmente, tra gli Antonini e i Severi, l’acquitrino fu bonificato, il livello del suolo fu innalzato con l’accumulo di terreno di riporto e fu edificato l’acquedotto. Durante la campagna di scavi del 2000, sono stati evidenziati nove basamenti di piedritti, che in media misurano m. 1,50 per lato, distanti tra loro circa m. 2,702,90, realizzati in opera cementizia, mentre per il parametro esterno erano stati utilizzati massi granitici, molto probabilmente prelevati da costruzioni più antiche preesistenti nell’area, nella quale sono stati trovati ruderi di strutture puniche e tardo-repubblicane.

L’intera costruzione è stata realizzata tra gli anni successivi al 125 e l’inizio del 200 d.C. Sempre in quest’ area, sul lato opposto della stessa Via Nanni, sono visibili i resti dell’ultimo tratto in luce dell’acquedotto; originariamente dovevano raggiungere un’ altezza di m. 5 e che oggi, causa interri, sono visibili per un’ altezza di m. 2,50. Tali ruderi sono ritenuti resti di un serbatoio per l’acqua o anche di una torre per regolarne la pressione.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.